giovedì 24 dicembre 2009

Fiducia da una parte, volontà di linciaggio dall’altra. San Marco! San Marco!

Quello che sta succedendo in questi giorni è folle, tanto che non mi va nemmeno di “linkare” gli articoli che ho proposto. Non sarebbe serio, invero, questa volta voglio proporre una riflessione serissima.

Sondaggi, sale fiducia premier

La fiducia al premier sale dal 45 al 48%, avvicinando così in un risultato quasi paritario coloro che danno un giudizio positivo all’azione di Berlusconi, a quelli che danno una valutazione negativa (49%).

In altre parole, il 48% degli italiani crede in Berlusconi, mentre il 49% degli italiani lo vuole ammazzare (stando alle nuove proposte liberticide reazionarie [fonte], delle quali ho già parlato qui).

Non serve essere Odifreddi per capire che il 48% è minore del 49%. Come è possibile una persona a metà tra la canonizzazione e il linciaggio in piazza possa sedere in parlamento, esserne capo, legiferare, dire – io rappresento l’Italia? -

Lo può fare perché viviamo in un sistema idiota.

Io ho un debole per la Serenissima Repubblica di Venezia, ritengo la loro costituzione mista fosse un qualcosa di estremamente funzionale e, soprattutto, che le istituzioni cercassero – senza riuscirvi spesse volte, ma almeno lo facevano formalmente – di creare una società migliore. Di seguito vorrei quindi portare un estratto – sintetizzato – del libro La Storia di Venezia di F. Lane, capitolo 30-3 “la pratica politica”, poiché trovo singolare valutare come noi, nel 2009, stiamo ancora a discutere di politica nell’intento di inventare qualcosa di migliore, quando la questione era già stata risolta mezzo millennio fa.

[...] il Maggior Consiglio si riuniva normalmente ogni domenica e i membri partecipavano tanto più volentieri alle sedute in quanto ognuna era come l’estrazione di una lotteria, da cui si poteva uscire con un bel premio per sé o per qualche amico. Le “ballotte” erano delle palline, quasi tutte d’argento ma un certo numero dorate. Per stabilire chi doveva appartenere alle commissioni di nomina (di solito quattro) tutti i membri del Maggior Consiglio si alzavano uno per uno dai banchi su cui sedevano e venivano alla piattaforma situata a un capo della sala, dove presiedevano il Doge e i suoi consiglieri, e dove si trovavano le urne piene di palline: se la pallina era dorata, il nobile rimaneva sulla piattaforma per fare parte della commissione di nomina, dopo aver mostrato la pallina a un consigliere ducale che verificava, grazie a certi segni segreti impressi sulla pallina stessa, che questa fosse stata estratta dall’urna quel giorno e che non fosse una falsa pallina portata con sé da qualche nobile impaziente di fare parte di una commissione di nomina. I consiglieri che avevano la fortuna di fare parte della commissione di nomina prendevano posto di fronte al Doge (volgendo però la schiena all’assemblea in modo che non vi potesse essere scambio di segni fra loro e chi ambiva essere nominato). Ciascuna commissione si ritirava subito in una stanza separata, dove di nuovo si tirava a sorte per stabilire a chi toccava per primo designare un candidato al primo degli uffici da coprire. Quando le quattro commissioni si ripresentavano al Maggior Consiglio, i membri di questo procedevano subito a votare – sì / no – per ciascuno dei candidati designati. Non c’erano restrizioni riguardo alla designazione dei membri della propria famiglia, ma in nessuna commissione di designazione potevano esserci due membri con lo stesso nome e quando si votava su un candidato di una famiglia i parenti dovevano lasciare la sala. La segretezza del voto era assicurata dal come erano fatte le urne (contenenti due scomparti, uno bianco per i voti favorevoli e uno verde per i voti contrari; quando l’elettore introduceva la mano nell’urna, nessuno poteva vedere in quale degli scomparti deponesse la sua pallina). La segretezza era tanto più necessaria, in quanto c’erano molte votazioni “contro”; la segretezza dava un carattere meno personale al risentimento degli sconfitti. I candidati dovevano essere votati nel giorno stesso in cui erano stati designati, in modo che non avessero la possibilità di procurarsi voti nell’intervallo.

Votare contro. Alla nostra moderna democrazia rappresentativa tale cosa pare assurda. Certo – come mi viene spesso fatto notare – Venezia non era perfetta; tuttavia trovo questo sistema di governo composto da consigli interdipendenti con funzionari eletti dopo il filtro dai “voti contro” (se venivi designato ma avevi più voti contro di quanti a favore, non venivi eletto) come un qualcosa di superiore a un’elezione che porta una persona ad essere amata da una parte del popolo e odiata dall’altra parte del popolo. Tartaglia a parte, è così.

Avendo riaperto il Lane, mi piacerebbe condividere un’altra interessante pratica politica veneziana: l’elezione del Doge.

Nel 1268 la procedura era così strutturata: dal Maggio Consiglio venivano scelti per sorteggio 30 membri; i 30 erano ridotti per sorteggio a 9; i 9 ne eleggevano 40; i 40 erano ridotti per sorteggio a 12; i 12 ne eleggevano 25; i 25 erano ridotti per sorteggio a 9; i 9 ne eleggevano 45; i 45 erano ridotti per sorteggio a 11; gli 11 ne eleggevano 41; i 41 designavano il Doge che doveva essere approvato dall’assemblea popolare (poi soppressa).

Questo esempio, forse assurdo, non gioca a mio favore. Più volte ho sostenuto Platone e quindi – indirettamente – Socrate. Socrate riteneva insensato il metodo di governo ateniese dell’estrazione a sorte (e l’elezione al dogato, si può dire, fosse una specie di “sorte ponderata”); tuttavia, data l’evidente condizione di decadimento della aristocratica elezione personale, trovo l’idea di sorteggiare una persona, dal mucchio, molto più funzionale rispetto alla democratica elezione personale-partitocratica. E sulla democrazia avrei tanto da dire a riguardo, invero, dovrebbe far riflettere il fatto che la dinastia Bush sia riuscita a portare 2 persone alla carica di Doge degli Stati Uniti d’America… gli americani sono 300.000.000, quante possibilità ci sono di far divenire presidente un membro della propria famiglia per due volte – quasi – di fila? (E anche il nonno era stato qualcuno di importante nello Stato). Se questa non è aristocrazia, allora io sono topolino.

Veniamo al punto. Conflitti sociali a parte. Berlusconismo o berlusconiani, di pietrini o terroristi di Facebook, ascoltatemi! Quanto gioverebbe all’Italia la possibilità di votare non solo “a favore” ma anche esplicitamente contro una persona? Se tale cosa fosse possibile, ci troveremo ciclicamente governati da persone con il nome non scritto su di un’ostraka [link] e senza alcuna taglia sulla testa. I politici, oggi, chiedono tranquillità politica, ma il popolo è esasperato dai politici, dalla loro manifesta incompetenza e dalla loro reiterata ingiustizia governativa.

Me lo spiegate cosa cavolo fa “l’Onorevole” Antonio Gaglione[link] alla Camera? Su 4963[¹] votazioni ha partecipato solamente a 427 (8,60%!). È alla sua sedicesima legislatura! Come si può non considerare ingiusto una persona “sieda” in parlamento, guadagni uno stipendio e poi non vada mai a fare il suo lavoro? Non è mai stato in “missione diplomatica” e addirittura quando è passata la legge sullo scudo fiscale a causa delle assenze della Sinistra – tra cui la sua, ovviamente – si è dimesso passando al Gruppo misto. Uno che viene licenziato dal posto di lavoro per incompetenza o assenteismo, non è che viene “passato” a un altro reparto, viene silurato senza se e senza ma. Gli onorevoli no, evidentemente.

È quindi inutile il parlamento legiferi per condannare da 3 a 12 anni di carcere chi inneggia alla violenza e all’odio personale (leggesi personam), quando sono loro che fomentano l’odio e la voglia di linciaggio. Dovrebbero essere loro ad auto-censurare i politici inefficienti, criminali e chiaramente incompetenti, ma non lo fanno, perché viviamo in una repubblica aristocratica, dove basta avere qualche soldo per “convincere gli italiani di poterli governare”. Da dove viene questa necessità di subordinazione? È presto detto. Dalla religione e dalla insana necessità di volontà di subordinazione a un capo prossimo.

Se la società fosse migliore, non ci sarebbe la necessità di tutelare i membri della società dal linciaggio, perché non ve ne sarebbe la volontà! Purtroppo le cose stanno così. Noi criminali di Internet qui a blaterare, con nessuno che ci ascolta e con un odio verso la – sedicente – classe politica dirigente che pensa solo a scaldare la poltrona (quando in parlamento ci va, i più scaldano il divano di casa). Vero Onorevole?!?!

MIGIO

lunedì 21 dicembre 2009

Non in nome della Patria ma dell'interesse


Le privatizzazioni mai hanno raggiunto lo scopo di rendere più efficienti i servizi per i cittadini. Sempre si sono rivelati artifici per depredare il bene pubblico a favore dei pochi per il danno dei molti. Dopo le grandi stagioni di Prodi e D’Alema ai liberisti D.O.C. del centro destra non è che sia rimasto molto. Sono a raschiare il fondo del barile. Ma visti i tempi che corrono, con tutte le guerre americane a cui dovere aderire, la proposta di privatizzare le Forze Armate apre per i famelici pescecani della finanza prospettive lucrose. Con le Forze Armate arriveremo ad una situazione analoga a quella di Banca Italia dove a fronte di un nome che fa intendere un interesse pubblico, in realtà si celano soltanto appetiti privati. La trasformazione in una SPA comporterà ad esempio l’abbandono di gare pubbliche ed il conseguente controllo della Corte dei Conti. Non solo. Ma questo nuovo mostro liberista potrà realizzare centrali nucleari o termovalorizzatori che assurgeranno al ruolo di siti militari, e quindi inviolabili e non soggetti ai pareri preventivi degli enti territoriali. Insomma ai soliti ed incoffessabili affari per i soliti noti si somma anche un disegno ben più pericoloso. L’estromissione della volontà popolare.

mercoledì 16 dicembre 2009

TIRIAMO LE SOMME....


Negli ultimi tre giorni ne abbiamo sentite davvero di tutti i colori. L’aggressione subita a Milano da Silvio Berlusconi - oltre a risolvere i problemi quotidiani degli editorialisti di giornali e trasmissioni televisive - sembra aver dato alla telenovela politica italiana una decisa accelerata.
Innanzitutto, le letture del fatto. Il PDL è insorto come un sol uomo contro “la sinistra” e contro “gli antiberlusconiani”, accusandoli senza mezzi termini di essere i mandanti morali dell’aggressione. Ed ora che si scopre che un altro squilibrato ha cercato di entrare nell’ospedale San Raffaele armato di mazze, aspettiamoci una nuova grandine di accuse. Per gli uomini del cavaliere, infatti, è la diretta conseguenza di un clima di “odio” e di opposizione frontale portata avanti da un fronte composito le cui punte sono la Repubblica, il neonato Fatto Quotidiano, Antonio Di Pietro e il buon Travaglio. La cosiddetta sinistra sta giocando in difesa, incerta e spiazzata (come ormai sua abitudine) e sembra intimorita dall’impeto degli avversari. Il fronte dipietrista, invece, resiste sulla trincea del rifiuto di ogni responsabilità e contrattacca sulla linea della difesa della costituzione.
Nel precedente articolo su questo blog, il nostro Giuseppe Coppedè ha infine formulato l’ipotesi che dietro l’aggressione possa esserci dell’altro, o meglio che l’aggressione sia parte di una controreplica alle recenti “insubordinazioni” del cavaliere ai desideri di quel governo occulto mondiale che è il sistema della finanza internazionale con sede negli USA.
Di fronte agli sviluppi della vicenda (in attesa delle doverose indagini giudiziarie) mi sembra che, ad oggi, si possa essere concordi sul fatto che l’aggressione sia il gesto isolato di uno scriteriato con qualche rotella fuori posto. Sicuramente lo scriteriato avrà risentito del clima teso che si respira in Italia da un bel po’…..ma questo clima – se non si è intellettualmente disonesti lo si deve ammettere – è stato in buona parte creato dagli atti quotidiani di un governo che da un anno e mezzo assalta quotidianamente e rumorosamente le istituzioni dello stato e le sue stesse articolazioni (magistratura, scuola, corte costituzionale) minacciando in continuazione “riforme” tali da rendere la nostra Nazione succube di un potere esecutivo che, finora, si è mostrato solerte solo nel prendere provvedimenti sciagurati e nell’aiutare un mondo grigio di distruttori dello stato sociale, e fors’anche un mondo nero di interessi paramafiosi in giacca e cravatta. Mantenendo al contempo intatto – e se possibile potenziandolo – il potere invasivo dei soggetti economici forti che ci stanno espropriando del diritto alla vita ed ai frutti del nostro quotidiano lavoro.
Facciamo la lista? eccola: lodo Alfano, tagli alla scuola pubblica, scudo fiscale, privatizzazione dell’acqua, prosecuzione della guerra in Afghanistan, processo breve, ritorno al nucleare. C’è anche la politica energetica filorussa, d’accordo, qualche opinione eretica qua e là, ma non di più. Fumo. Nel complesso, peggio degli Hyksos.
E il resto dell’odio l’ha messo una pseudosinistra che, orfana del proletariato, sprizza spocchia borghese e sessantottina da tutti i pori.
E ora tiriamo le somme. Io non posso non osservare che ora, proprio ora che la carrozza berlusconiana traballa – perché è vero che dietro l’asse che si intravede tra Rutelli, Fini e Casini ci sono le spinte degli ortodossi della finanza internazionale – arriva l’aggressione. A costo di qualche dente, il Silvio è diventato l’icona della persecuzione.
I romani dicevano: cui prodest? Già, a chi giova, se non al PDL in affanno? Non è che la manina di quello strano tipo sia stata lasciata fare dai capoccioni del PDL, in questi giorni più realisti del re? Non ci vuole molto, del resto, ad allentare le maglie della sicurezza ad un comizio. Illustre precedente: in tutti gli anni ’70 le BR erano sempre sotto il controllo dei servizi segreti che li lasciavano fare, in modo da condizionare la vota politica con la presenza del pericolo comunista. Li avrebbero potuti arrestare tutti, e invece li lasciarono uccidere, fino ad arrivare a Moro…perché serviva a stabilizzare il sistema. Silvio – se la mia lettura è giusta – è fortunato, la pelle l’ha salvata, solo due denti e un taglio (1).
Ma a prescindere se la mia lettura sia giusta o meno, a prescindere da ogni lettura, di certo c’è che – anche se fossero del tutto estranei alla vicenda – i vertici del PDL stanno sfruttando ad arte il sangue del capo per iniziare una campagna di intimidazione senza precedenti. Sta passando il messaggio che chi critica il capo è complice morale dell’aggressore. Si minacciano censure in internet, quando basterebbe applicare per bene il codice penale ai siti che incitano alla violenza o che diffamano. Si prospettano “riforme” della costituzione atte a…..debellare il nemico, ad eliminare le opposizioni esistenti (?) e future. O noi o loro. Il processo breve potrebbe passare con l’ennesimo voto di fiducia, e guai se la corte costituzionale….L’aria sembra quella di un dopo-Matteotti (2), ma al contrario.
Dopo la soppressione de facto del parlamento (fiducia e deleghe sono la morte della democrazia, di quel poco che forse sopravvive ancora oggi), arriveranno le leggi eccezionali?

(1) Non intendo affatto sminuire la portata dell’aggressione. Poteva restarci secco o storpio. E poi devo dire che quel volto insanguinato mi ha fatto tanta pietà.
(2) Tutti gli eventuali commentatori sono gentilmente pregati di non fare polemiche sul caso Matteotti. Lo sanno tutti che furono fascisti gli assassini, così come tutti dovrebbero sapere che Mussolini non fu il mandante. Oggi siamo nel 2009, abbiamo molti problemi da risolvere e tempo da perdere non ce n’è.

domenica 13 dicembre 2009

Resa dei conti ?


L’aggressione odierna a Silvio Berlusconi è il gesto inconsulto di uno squilibrato. O forse no. E’ l’ultimo avvertimento, per mano di un mentecatto non riconducibile a nessun mandante, prima della resa finale dei conti. In altre occasioni abbiamo ribadito come Berlusconi sia stata la variabile impazzita che ha fatto saltare il piano messo a punto sul Britannia. Piano che prevedeva l’azzeramento di una classe politica oramai inutile, essendo venuto a mancare lo scontro con i paesi oltre la cortina di ferro, con la necessità di una sua sostituzione con nuove figure propense alla svendita del patrimonio industriale della Nazione. I fatti sono noti, i personaggi pure. Ultimamente poi il cavaliere si era spinto oltre, prendendo iniziative in politica estera ed energetica, certamente non gradite ai padroni d’oltremanica e d’oltreoceano. Ed anche questi sono fatti noti. E da allora è iniziata una campagna tesa alla destabilizzazione. Campagna portata avanti su più fronti. Passando dal gossip, alle soffiate di pentiti, ai distinguo dell’ex anino Fini. Il segnale è arrivato forte e chiaro. Ed infatti pochi giorni fa sul Giornale, a mò di messaggio in codice nei confronti dei poteri finanziari che remano contro Berlusconi, è uscito un redazionale in cui apertamente e per la prima volta si illustrava il meccanismo del signoraggio, imputando ad esso gran parte della colpa del debito pubblico. Oggi l’aggressione. Forse la controreplica? Il vero dramma che rischia di finire in farsa è che Silvio ci rimetterà l’osso del collo senza avere avuto la forza di portare sino in fondo questi timidi tentativi di indipendenza. Non riesce ad opporsi alle guerre coloniali degli USA, non riesce a staccarsi da un Europa che con il trattato di Lisbona è sempre più lontana dai bisogni delle genti e sempre più vicina agli interessi dei centri finanziari, non riesce a prendere le distanze da un occidentalismo oramai datato. Ma per far questo dovrebbe mettersi contro la sua storia ed il suo stesso elettorato. E questo non è possibile. Il fumetto è alle ultime pagine. Altri lugubri personaggi incombono.

sabato 12 dicembre 2009

La repubblica.....dei preti

giovedì 10 dicembre 2009

Fascisti rossi - Un libro da leggere.

Autore: Paolo Buchignani
Editore: Mondadori
Anno: 2007
Pagine: 324



Fascisti rossi, fascisti comunisti, camicie nere di Togliatti. Li chiamano così, tra gli anni Quaranta e Cinquanta, gli avversari politici. Loro si definiscono "ex fascisti di sinistra della corrente di "Pensiero Nazionale"". Fanno capo a Stanis Ruinas, provengono dalla Repubblica sociale italiana e individuano nel Pci il referente politico più idoneo e affidabile per realizzare quella rivoluzione popolare e anticapitalista inseguita invano nelle file della repubblica nera. In questo libro Paolo Buchignani ricostruisce il rapporto, in apparenza impossibile, che si creò tra il gruppo di Ruinas e i dirigenti di Botteghe Oscure. Si tratta di uno studio innovativo e originale, che suscitò, fin dalla prima edizione nel 1998, un vivo interesse e ampie polemiche. Oggi, nel mutato clima culturale e nell'acceso dibattito in corso, torna di prepotente attualità. Infatti, nel riportare alla luce un episodio rimasto a lungo ignoto, sconvolge schemi consolidati e rassicuranti - per esempio quello della radicale diversità e dell'irriducibile opposizione tra comunismo e fascismo - e offre un significativo contributo a una rilettura critica e non ideologica di un passato che continua a interferire nel nostro presente.

lunedì 7 dicembre 2009

Meccano Aeronautica

Dopo tante spiegazioni da parte dei componenti del MDAP, me compreso, su quelle che sono le problematiche economico-culturali della società odierna così smodatamente capitalistica ed incentrata SOLAMENTE sull'accumulazione di denaro da parte delle solite lobby di potere a discapito di tutta la popolazione che ormai sempre più difficilmente arriva alla fine del mese, bè dopo tutti questi discorsi, ho deciso che da oggi inizierò a parlare dei veri e concreti problemi che affliggono i nostri connazionali portando all'attenzione di chi vorrà leggere diverse realtà locali sempre più preoccupanti.

Questa decisione è nata in me dalla consapevolezza che alla "gente" ormai NON arrivando più NEMMENO alla "terza settimana" non frega più NULLA di tematiche socio-politico-economiche, non ha più ne la voglia ne l'interesse di ascoltarle...........è ormai STANCA!!!

Da questo la decisione di non parlare più in generale ma di entrare nel particolare e di cercare di capire il PERCHE' !!

Voglio partire oggi parlandovi dei lavoratori della MECCANO AERONAUTICA.
Questa società altamente specializzata, che nelle promesse del proprietario, ma solo nelle promesse, avrebbe dovuto fare pezzi di aerei e del nuovissimo Freccia Rossa delle FS nella realtà è fallita gettando nel baratro 169 famiglie !!!

Queste le ultime novità datate 04/12/2009 e riportate sul sito http://www.studio93.it/ :

Si è tenuta oggi la riunione "Meccano" voluta dall'azienda per annunciare, alle organizzazioni sindacali presenti al tavolo con la rsu, la messa in liquidazione della società di Cisterna, la ex Goodyear, e la richiesta di concordato preventivo per liquidare le posizione debitorie, e liquidare i 143 lavoratori oltre ai 26 a contratto a tempo determinato che da anni vivono questo calvario. "Percorso che doveva invece rappresentare la messa in sicurezza del sito di via Nettuno, e la garanzia per i lavoratori di mantenimento del posto di lavoro, anche grazie ai tanti milioni di euro erogati all'imprenditore Veneruso, che ricordiamo - dicono i sindacati - si era impegnato per la riqualificare il sito e mantenere l'occupazione. La stangata - spiegano - è arrivata con il rinvio della causa sull'amianto dallo scorso 18 novembre a giugno 2010 per i circa 70 lavoratori Meccano che avrebbero, in questo modo, anticipato l'uscita e liberato una forza lavoro che l'azienda sta comunque riempiendo con i contratti a tempo determinato ai quali non vengono concesse garanzie di stabilizzazione".

"Una situazione inaccettabile per i lavoratori e i sindacati, e piena di contraddizioni, in un contenitore dove Avio, Meccano, ex Rail, rappresentano il negativo sul territorio pontino" dichiara Vicaro Maria Antonietta segretario provinciale dell'UGL metalmeccanici. "A novembre abbiamo sottoscritto come Rsu e Segr. prov. un documento rivolto alle istituzioni per rimettere in moto quello che poteva sembrare la soluzione al caso Meccano, chiedere aiuto alla regione per erogare l'ultima trance di 5 milioni di euro, ma a questo punto e' evidente che l'azienda vuole camminare da sola, e in questo senso dovrà prendersi le sue responsabilità, ed e' ora che lo faccia davvero.

Ci spieghino da dove nascono i debiti che dichiarano su meccano, e dove finiscono i proventi del lavoro del 159 lavoratori meccano da anni dentro Avio. Ci dicano quali sono i progetti reali per la riqualificazione del sito, perché è inaccettabile che tutto quello che è stato erogato sin'ora sia andato solo sulla bonifica e oltretutto abbia lasciato anche dei debiti. Il fallimento del progetto significa che i soldi pubblici in questo caso, come purtroppo in molti altri, hanno dato ossigeno ad un polmone bucato. Giovedì ci incontreremo per definire le azioni che unitariamente i sindacati porteranno avanti".


Ora non voglio entrare nel filosofico ne tanto meno nel sociale ma semplicemente voglio analizzare i fatti!!
E questi ci parlano della solita INGORDIGIA dei soliti "imprenditori" speculatori che con tante belle promesse e con i SOLITI appoggi politici riescono a prendere appalti a rilevare aziende e a prendere MILIONI E MILIONI DI SOVVENZIONI Regionali-Provinciali-Comunali bruciandoli letteralmente nel nulla (nulla molto spesso sta per conti correnti alle Caiman).

Nella fattispecie la Meccano Aeronautica AVREBBE DOVUTO rilevare lo stabilimento ED I LAVORATORI della ex Goodyear bonificando TUTTA l'area di fabbrica dalla massiccia presenza di amianto.
Proprio grazie alla promessa di effettuare tale bonifica la dirigenza della Meccano è riuscita ad avvalersi di MILIONI E MILIONI di fondi pubblici, ERGO SOLDI NOSTRI, senza però fare nulla, o quasi, di quanto promesso.

Quindi la situazione reale risulta essere la seguente : 169 famiglie prese in giro da anni, prima con la promessa di far cessare le morti e le malattie per tumori maligni , causate dall'amianto e durate per anni ed anni, dei loro figli, padri e fratelli e poi garantendo INUTILMENTE il mantenimento di un posto di lavoro che per molte persone di mezza età, i "troppo vecchi per rivendersi ma troppo giovani per la pensione" con una famiglia sulle spalle vuol significare una vera e propria tragedia!!!

Ora FORSE verrà aperta un'inchiesta per accertare le cause e le responsabilità per cercare di capire come cavolo sia possibile che imprenditori del genere riescano ad avvalersi di ingenti fondi pubblici senza che NESSUNO controlli il reale e CORRETTO utilizzo di tali fondi!!!

L''unica certezza purtroppo per il momento è che quei 169 lavoratori MOLTO persto non sapranno più come dar da mangiare ai propri figli!!!

UNICA speranza a questo punto è una forte presa di coscienza delle Istituzioni al fine di tutelare TUTTE quelle famiglie vessate ormai da TROPPI anni !!

Ma ora io mi chiedo, in uno Stato nel quale briganti come Tanzi e Cragnotti rei di aver RUBATO milioni e milioni di euro a piccoli azionisti riducendoli sul lastrico sono considerati "TOP MANAGER", possiamo ancora fidarci delle tanto acclamate ed invocate "Istituzioni" ???


A presto, con gli sviluppi di questa storia e con altre che MERITANO lo stesso risalto.

martedì 1 dicembre 2009

Sovranità nazionale


Quello della sovranità nazionale è questione particolarmente sentita in questi tempi, caratterizzati dalla destabilizzazione dell’Italia. Per punire il premier che, pur non rinnegando l’appartenenza al campo occidentale, ha preso alcune iniziative “autonome” che nel settore dell’energia e degli accordi commerciali si posizionano in antitesi agli interessi del padrone d’oltreoceano. L’esecutore del complotto di palazzo è già stato designato nella figura di Gianfranco Fini. Il quale non avrebbe tanto ardire, visti i rapporti di forza, se non fosse tranquillizzato dall’appoggio esterno ricevuto dallo zio Tom. E comunque tanto per preparare il terreno il 5 dicembre si mette in scena una squallida rappresentazione colorata, a noi è toccata quella viola, che tanto ricorda quelle rivoluzioni colorate che già hanno interessato Ucraina, Georgia, Moldavia, Iran. Insomma la longa manu del padrone d’oltreoceano è sempre più evidente. Tutto sommato fallito il golpe di mani pulite, con la variabile Berlusconi che ha impedito l’attuazione del progetto firmato FBI, siamo adesso giunti alla resa dei conti. Non saremo noi a piangere sulla sorte del Cavaliere ma certamente rimane la questione centrale della sovranità nazionale. Sovranità, calpestata ed umiliata quotidianamente anche in maniera evidente nell’occupazione fisica del territorio da parte delle strutture militari d’occupazione della NATO. Ed anche qui abbiamo gli utili idioti sempre pronti a mettersi a disposizione. E’ notizia di poco tempo fa che la Regione Toscana e i comuni di Pisa e Livorno hanno dato il via, con un accordo di programma e 108 milioni di euro, al riassetto delle vie navigabili interne per «ottimizzare gli interscambi tra i siti logistici della Toscana». tra questi, quello maggiormente interessato è la base Usa di Camp Darby, che chiede l'ampliamento del Canale dei Navicelli che la collega al porto di Livorno. Il sindaco di Pisa Marco Filippeschi (Pd) ha chiesto al comando Usa una compartecipazione ai lavori.

Soddisfatto, il sindaco conferma che «gli americani ritengono questo insediamento molto importante e vogliono continuare a investirci» e che, per tale progetto, c'è «disponibilità sia da parte del Parco che della Regione».

Il sindaco di Pisa è lo stesso che promuove un mese di iniziative sul tema «Pisa città per la pace e i diritti umani». Il sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi, (PD) é uno dei fondatori nel 1991 della sezione livornese dell’Associazione per la Pace. Tutti e due riorganizzano la logistica del più grande deposito di armi della NATO in Europa. E parlando di armi secondo il rapporto pubblicato nel febbraio 2005 dal "Natural Resources Defense Council" si apprende che sempre sul suolo italiano, tra Ghedi ed Aviano sono schierate 90 bombe atomiche statunitensi. Atomiche “ospitate” in base ad un accordo segreto sottoscritto tra gli USA e vari Governi italiani. Accordo che prevede che pure le nostre forze armate ne possono fare uso dopo l’autorizzazione statunitense. Il tutto in palese violazione dell’art.2 del “Trattato di non proliferazione delle armi nucleari” , trattato che l’Italia ha ratificato nel 1975, e che recita che : "Ciascuno degli stati militarmente non-nucleari si impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, ne' il controllo su tali armi e congegni esplosivi, direttamente o indirettamente". Insomma oltre che essere colonizzati stiamo pure violando i trattati internazionali sottoscritti. Non è dato sapere se il ministro Frattini, mentre si accoda alla volontà del padrone a stelle strisce nell’attuare misure sanzionatorie (se non peggio) all’IRAN,, non prova un senso di disagio per il nostro servilism o. Ma forse non gliene frega poi molto visto che ha doppio passaporto. E forse sta facendo solo gli interessi dell’altra sua patria. Che poi è quella che porta avanti la destabilizzazione in medio oriente.

sabato 28 novembre 2009

Uguaglianze e diversità


Riceviamo e pubblichiamo

"Mi sembra del tutto evidente, che la vexata quaestio del razzismo aflligga e preoccupi non poco, un po tutti. Il concetto stesso di razzismo infatti, in molti di noi probabilmente (sensibili a determinate tematiche, ma mi piace pensare, sensibili anche al credo cristiano- senza con ciò volere spostare l'oggetto della disputa verso un profilo più marcatamente religioso e\o confessionale) evoca un sentimento molto profondo ed intenso, perchè a forte connotazione animistica, di angoscia, frustrazione, disagio e paura insuperabili. In realtà a mio avviso c'è del vero nelle parole di tutti color che sono intervenuti. C'è del vero nelle parole di chi argomenta che il razzismo sia una parola ossessivamente utilizzata dai sinistri per colpire e condannare certo tipo di ideologie( e se è così ben venga, perchè certo tipo di ideologie vanno definitivamente annientate - nella mia mente scorrono da sempre e per sempre, le Parole di Gesù che a dispetto di tutti quei piccoli e gretti uomini che da sempre si affannano a cercare le diversità per superare le loro paure, meglio di chiunque hanno spiegato cosa sia l'eguaglianza fra gli uomini e perchè essa si debba considerare profondamente intrinseca alla natura di noi stessi esserei umani), e c'è anche del vero nella parte in cui si afferma che le diversità appartengono agli uomini . E'infatti indubitabile, perchè sotto gli occhi di tutti gli individui dotati di un minimo di intelletto e lucidità, che in un'ottica di assoluta armonia e perfezione che si appartiene a tutto quanto cade sotto i nostri sensi, l'eguaglianza degli esseri umani (che è cosa certamente ben diversa dall'eguaglianza fra gli esseri umani) e la diverità degli esseri umani al contempo, siano facce di una stessa immutabile unica verità! Gli uomini sono uguali e diversi fra loro e tutto ciò è perfetto di per se'. Se così è, allora il razzismo può avere un senso, solo se utizzato quale strumento concettuale idoneo ad identificare esseri umani allocati in differenti zone geografiche del terra o più semplicemente appartenenti ad etnie diverse. Ma il razzismo diventa un'accezione concettuale insopportabile, quando viene adoperato per visualizzare una diversità fra gli uomini che invece in natura, specialmente nella visione della vera natura delle cose, non esiste. La diversità degli esseri umani è strumentalmente necessaria alla libertà di essere e divenire che appartiene a ciascuno di noi in quanto essere umano, ed in quanto tale la diversità è un dono meraviglioso e perfetto, anche perchè ci conosciamo e ci evolviamo proprio attraverso la consapevolezza di essere diversi. Ma la diversità diventa abominio, quando attacca l'eguaglianza degli esseri umani, divenendo uno strumento di assoggettamento e di consolidamento di potere sui propri simili. Se così è, tutti hanno dunque affermato il vero nel loro argomentare parole e opinioni, ma rimane il fatto che solo la mala fede dell'essere umano, la sua visione offuscata e alterata della verità, può mutare la prospettiva di cose che in natura si rivelano parti armoniche di una coesistenza perfetta. Ma questa naturalmente, è solo la mia opinione ed anzi chiedo scusa a tutti se mi sono dilungato così poco, su un argomento che invece potrebbe impegnarci invano per tutta la vita."

Saverio Ingraffia